Il 9 maggio del 1978 moriva assassinato da cosa nostra Peppino Impastato. Se lui fosse ancora qui con noi non avrebbe mai voltato le spalle e avrebbe lottato ogni giorno contro le mafie e le tante ingiustizie. Come ricorda il vignettista Mauro Biani in una vignetta dedicata a Peppino, siamo sicuri che sarebbe stato dalla parte dei più deboli e avrebbe accolto i tanti migranti in fuga dalla guerra dandogli il benvenuto e insegnandoli e mostrandogli la bellezza della sua amata Sicilia.
Per Peppino la bellezza era al centro di tutto: "Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà".
Oggi, giorno della ricorrenza della sua morte, il Comitato Antimafia di Brescia "Peppino Impastato" vuole esprimere la propria vicinanza ai compagni di Legnano in seguito a quanto accaduto la scorsa notte quando alcune persone non ancora identificate hanno bruciato il telo che rivestiva una targa dedicata a Peppino Impastato.
Ai compagni di Legnano va tutto il nostro sostegno e ci auguriamo che chi ha bruciato la targa dedicata a Peppino possa, prima o poi, imparare la bellezza.
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